Leonardo Lumini

 

 

 

 

 

Leonardo Lumini
GSSS Team – Istruttore Formatore IGSS
Settore Tecnico FMI

Come diceva un vecchio sketch televisivo: “così piccolo e già figlio del meccanico!”

Avevo già guidato degli embrioni di moto all’età di circa 7/8 anni, in effetti i primi salti nell’aia dietro l’officina di mio padre li ho fatti con un Garelli monomarcia adattato togliendo la sella originale e sistemando un pezzo di gomma piuma dove un adulto avrebbe poggiato i piedi… ma più che una moto sembrava di guidare un chopper dall’altissimo manubrio…era comunque uno spasso per me non dover più pedalare! Semplicemente dare gas… che meraviglia! È durato fino a che ha resistito il telaio, ma vista la passione che da giovane aveva mio padre per le moto e la sua professione di meccanico, non avrei dovuto aspettare molto per provare l’ebbrezza di una moto vera…

non avevo ancora dieci anni e al centro tecnico di Polcanto negli anni ottanta si svolgevano regolarmente gare di cross, dove io e i miei compagni ci facevamo salire l’appetito per quelle moto rumorose, che alzavano enormi quantità di fango e di polvere a seconda delle stagioni e che per brevi tratti volavano pure!

Fu così che si iniziarono a vedere i primi Ancillotti con serbatoi a goccia, monoammortizzatore posteriore, bellissime espansioni saldate con maestria etc etc.

Si sa, quando il desiderio è forte a volte si fanno stupidaggini e un amico di un amico al quale il suo buon vecchio Gabbiano da cross con motore minarelli 80cc sembrò improvvisamente preistoria, pur di farsi una moto di nuova generazione pensò bene di simulare un incendio che rese il povero Gabbiano un ammasso di plastica fusa insieme a fili elettrici…… Con questa sorta di protesta, lui ottenne una splendida Honda CR 250 ed io convinsi mio padre a acquistare quel che c’era rimasto per poi rimetterla a posto.. così ogni santa sera che mio padre chiudeva l’officina io l’assillavo per tutta la durata della cena su quello che avremmo accomodato quella sera.

Un bel giorno la moto fu pronta e la ovvia conseguenza fu che l’avrei dovuta provare…

WOW 6 marce e 80cc… mi pareva di volare e così fu davvero una volta. Un altro paio di cadute e la mamma stracciò il nullaosta…acc avrei dovuto trovare un modo per perpetuare questa cosa stupenda dell’andare in moto, ma come?

Ecco prepararsi l’era del Trial.

Una gara di trial indoor fu lo spunto per aggirare il problema. La moto da trial fu vista e sponsorizzata da mio padre come una moto “innocua” poiché una disciplina priva di velocità doveva esser priva anche grossi rischi di farsi male! Io non ebbi niente da obbiettare in quanto aveva 2 ruote, un motore, le marce e le ruote tassellate… perfetto! Fantic 50cc. Mitica! Mi ricordo la fase del feticismo per gli olii di elevata qualità che mischiati nella giusta dose alla benza regalavano prodigiose prestazioni (almeno ne eravamo convinti) e firmavano tale qualità con la scia di odore che lasciavano dallo scarico una volta bruciati…. oh, questo usa il TTS e questo il Bardhal!!!

Con questo genere di attrezzi io, mio padre e pure la mamma ci siamo tolti delle belle soddisfazioni vincendo più edizioni del campionato toscano di trial nelle varie categorie dall’ ’88 al ‘94 e facendosi valere anche in quello italiano. Ho dei bellissimi ricordi del periodo in cui io e mio padre eravamo un team con gli stessi scopi, le stesse gioie e gli stessi momenti amari…

Parallelamente al mondo del fuoristrada a 14 anni giocoforza si è dovuto sviluppare quello delle ruote lisce o quasi. Giocoforza perché se stai sulla statale 65 della Futa , dove passa la Millemiglia, quale mezzo più adatto a tutti i tuoi spostamenti se non un mezzo proprio? e questo fu il beta M4 50 truccato che presto si trasformò in vespa e finalmente in Hondina NSR 125… follia pura, delirio dell’onnipotenza che a 16 anni(perido di Kevin Schwantz!) ti fa sentire invincibile, indistruttibile ma…. anche no. Infatti in quel periodo ho affrontato tutte o quasi le possibili tipologie di cadute con le relative cause, concause e fortunatamente poche conseguenze…. ho capito dopo perché ho dovuto affrontarle tutte… per poterle inserire nel metodo GSSS al capitolo “ciò che non si deve fare guidando una moto”!

E se è vero che per poter esser un buon finanziere si deve esser stato prima contrabbandiere ho delle ottime referenze per dirvi di guidare con prudenza!

Da un po’ di tempo pensavo a come rendere utile il discreto vissuto(o sopravvissuto) motociclistico ed ecco presentarsi l’incontro con Carlo e Gianni di Curve&Tornanti.

Carlo per andare da Gianni passava davanti all’officina di mio padre, Gianni per andare da Carlo passava davanti all’officina di mio padre dove un giorno si ed uno pure mi trovavo lì a smontare o rimontare qualcosa con un motore. Incontrarsi dunque era solo questione di tempistiche…. infatti se non avessi incontrato durante una salita al passo una biker su BMW di soprannome Frida, nello specifico sorella di Carlo, probabilmente io Carlo e Gianni saremmo ancora perfetti sconosciuti!

Proprio in quel periodo stavano lavorando a un ambizioso progetto in collaborazione con la FMI e fu così che i miei pensieri trovarono la strada per concretizzarsi pian piano con dedizione ed entusiasmo… Grazie Carlo! Grazie Gianni!

L’era GSSS stava nascendo!!!

e continua….

Cosa ho in garage:
Triumph Speed Triple;
Honda Dominator;
KTM 525 motard ;
KTM EXC 300 2t ;
Beta Evo 290 2t trial

Cosa ci vorrei mettere:
Triumph Daytona 675
Ducati 1198
Bmw HP2
una Triumph fatta cafè racer
una vecchia Harley bobberizzata