Raffaele Prisco

Raffaele Prisco
GSSS Team, Formatore IGSS,
Responsabile FMI formazione e sviluppo Guida Sicura

Non ricordo il momento in cui la motocicletta ha cominciato ad appassionarmi, dunque o dovrei essere molto vecchio o avere l’alzheimer o semplicemente questo momento non c’è stato: me la sono ritrovata addosso, anzi, dentro.

Nel Napoletano, dove sono nato e cresciuto, il limite dei 14 anni era un concetto abbastanza flessibile e ciò mi ha consentito esperienze molto precoci, fino al primo 50 cc regolarità faticosamente conquistato a 14 anni , a 16 la prima licenza trial e la vittoria del Campionato regionale lo stesso anno.

Da allora le esperienze agonistiche o anche solo motociclistiche si sono succedute, sovrapposte, affiancate, senza interruzione: motocross, enduro, ancora trial (anche quello freestyle, agli albori) e, finalmente i Rally in Africa, fino al 2005. Nel frattempo il lavoro presso la Federazione Motociclistica Italiana si intensificava fino a costituire lo sbocco naturale della mia attività motociclistica.

Ad oggi, come responsabile della formazione in FMI, formo i tecnici e gli istruttori federali, ma continuo a tenere i corsi di guida, sia nelle discipline offroad, sia naturalmente su strada e ciò per una naturale esigenza di contatto fisico col mezzo e le relative situazioni e per una necessaria frequentazione nella didattica per la quale ho un profondo interesse, tanto che, contemporaneamente alle suddette attività, ho portato avanti studi e ricerche accademiche, così alcune lauree e specializzazioni mi hanno condotto ad essere ricercatore presso l’Università a Napoli e docente a contratto presso quella di Parma e, in entrambi i casi, mi occupo di tematiche strettamente relazionate al motociclismo, che ancora una volta è stata la molla di tanto studio. Il lavoro sul campo e quello scientifico si incrociano continuamente alimentandosi a vicenda e spingono le mie attività in ritmi serrati e densi calendari, ma sono felice di questo e lo ritengo un privilegio della mia vita.

Insomma vivo il motociclismo in quasi tutte le forme e combinazioni con la curiosità di chi non ne ha conosciuto abbastanza e a casa, quando non volo col mio aereo (la mia passione extra moto insieme alla musica), resto nel laboratorio tra attrezzi e odore di benzina per restaurare o reinterpretare le mie moto.

La passione, viscerale, per la motocicletta è ancora oggi la motivazione che mi spinge all’impegno, alla ricerca e alimenta costantemente la mia curiosità verso questo mondo al quale devo la mia formazione di uomo e professionista, ma soprattutto è il serbatoio da cui attingo incontri, esperienze ed emozioni e così la moto mi passa tra i sensi in una quantità di sfumature di cui non potrei ormai più fare a meno.

Cosa ho in garage:
circa 60 moto d’epoca anni ‘70/80 di varia cilindrata e tipologia (tranne custom…), Yamaha Trial 250, Yamaha YZF 250.

Cosa ci vorrei mettere:
Norton Commando, Triumph Trident, Vincent Black, Ducati MHR, Yamaha HLE, Ducati Panigale, ma meglio fermarsi qui…