Palermo e la Terra di Libera

Palermo

Una tirata d’orecchi ci convince a portare le ruote in Sicilia, per respirare da vicino le storie brutte evocate dai nomi bellissimi di cooperative sociali che ribaltano e sfidano lo spirito di questa terra. Dal mare ai monti a/r in circa 140km, per strade e paesaggi che sono un’amabile cornice a tutto quanto.

Ci ha scritta una bella mail un motociclista doc, Giorgio, per una bella tirata di orecchi… da un po’ di tempo ci stavamo dimenticando della Sicilia. Bravo Giorgio, hai ragione: è vero, verissimo, capita però che i tour che facciamo in motocicletta da un po’ di tempo ci hanno portato in altre zone e quindi le scoperte di cui farvi partecipi ci distraevano un po’ dall’amato Sud.

E allora ripariamo subito, ripariamo con un viaggio che è bello, simbolico e pregnante.

Dichiariamolo subito qui nelle sue tappe fondamentali.

Palermo-Piana degli Albanesi-Ficuzza-Corleone-San Cipriello-San Giuseppe Jato-Portella della Ginestra-Palermo.

Terre e rotte che non scopriamo noi per primi, ma da un po’ di tempo c’è un motivo in più per inserirle nel nostro mirino.

Siamo nel mondo di Libera Terra; con questo nome opera un’associazione di alcune cooperative sociali che lavorano su terreni confiscati alla mafia. Il tutto ha preso vita grazie a una legge di iniziativa popolare, nata da una grande mobilitazione promossa da Libera, l’attivissima associazione di don Luigi Ciotti e di tante altre persone che portano avanti mille progetti in ambito di promozione della legalità democratica. La cooperativa Sociale Placido Rizzotto, la cooperativa sociale Pio La Torre, la Cantina Centopassi: tutti nomi bellissimi, pur nel loro evocare tragiche storie di violenti soprusi mafiosi, che segnano l’impegno positivo di uomini e donne che ribaltano e sfidano lo spirito di questo lembo della bella provincia di Palermo, con tanti prodotti dell’agricoltura biologica e con la gestione di masserie confiscate a mafiosi e ora convertite in agriturismo.

Sono infinite le iniziative delle cooperative di Libera, impossibile elencarle tutte qui, ma ogni mente sensibile all’impegno civile, non può che sentirsi meglio anche solo dopo un tour sui loro siti web, come un viaggio nel viaggio: si parte da www.libera.it e da www.liberaterra.it.

Ogni terra, ogni nome, ogni cooperativa, ogni persona qui avrebbe tali e tante storie da raccontare o anche solo da evocare con le proprie intense energie, che, al confronto, tra le varie molle che possono convincerci a mettere in agenda un bel viaggio in Sicilia, le consuete note su belle strade e bei paesaggi fanno sorridere.illustrazione

Però a noi piace anche chiacchierare di viaggi in motocicletta e quindi torniamo al nostro assunto.

Iniziamo immaginandoci lì belli belli, sul molo di Palermo (il traghetto da Civitavecchia o da Napoli è il modo più efficace per viaggiare dal Nord verso la Sicilia) con tutto il nostro programma a disposizione: che fare per iniziare?

Per prima cosa, dato che il nostro spirito è sensibile all’impegno democratico, ma la nostra carne è anche debole… si esce dal porto, si attraversa il vialone lungo mare e ci si addentra nel viale di fronte (via Emerico Amari): là dove il viale si restringe, sull’angolo sx c’è un bar pasticceria che ha le idee ben chiare in quanto a cannoli e tutti gli altri dolci siciliani… bene, stop e degustare. ma non di corsa… ora sì che siamo in Sicilia!

Quindi ci si organizza qualche giorno in città con alcuni ingredienti base: Palazzo dei Normanni, Cappella Palatina, la Cattedrale, il Giardino Botanico, il mercato Vucciria, i Quattro canti, la Zisa e magari anche con un’uscita fino al vicino Mondello e il suo mondo balneare quanto di pescatori.

Poi ci si rimette in moto e via per il nostro tour che si muove abilmente per un paesaggio essenziale, dove ogni deviazione porta a scoprire qualche bello scorcio o una masseria: non a caso è qui, in quel bellissimo paesaggio che va dal lago di Piana degli Albanesi al Bosco della Ficuzza, che si trova la masseria dove Visconti girò alcune scene del magistrale film Il Gattopardo. I paesaggi cambiano mentre si naviga, dopo aver sostato alla Palazzina di Caccia di Ferdinando III di Borbone a Ficuzza, nel tratto per fare rotta su Corleone: curve ariose e colline tutt’intorno: questo è un mondo davvero a misura di moto !!

Corleone si presenta con un mix di edifici storici e brutte palazzine, ma si ammazza l’inquietudine per le storie evocate dal luogo nell’Amaro di Corleone al bar di piazza Falcone e Borsellino, così tutto diventa anche un po’ surreale, mentre si sorseggia la bevanda ghiacciata.

Per raggiungere San Cipriello e S.Giuseppe Jato si guida sulla strada super-secondaria del Santuario del Rosario: sembra una rotta abbandonata – e lo è – ma così si assaporano i paesaggi più veri. Per una dovuta celebrazione invece poi si sale per la bella strada che inizia con un orribile otto-volante a Portella della Ginestra, dove un obelisco ricorda l’eccidio nefasto di uno storico 1° maggio 1947 dove la firma del bandito Giuliano, delle mafie dei proprietari terrieri e anche dei servizi segreti americani si confondono e miscelano per ricordare a tutti quanto sia difficile la letture delle storie di Sicilia. Prima del viaggio ci si regali la visione del film del 1961 sul bandito di Francesco Rosi e Segreti di Stato del 2003 di Paolo Benvenuti

Palermo ora è vicina per chi desidera chiudere l’anello, per coloro che invece desiderano altre mete… ne parleremo un’altra volta: la deviazione per Monreale e i mosaici della sua magica cattedrale invece è uno spunto ulteriore che è facile fare subito.

Il buon divertimento di rito questa volta è un po’ fuori luogo: ci sta invece la raccomandazione di assaporare fino in fondo questo luogo che si offre a ogni visitatore semplicemente bello o complesso quanto ciascuno desidera.

Buon viaggio.

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