Lo storico Rally di Sanremo

Rally-sanremo

115 km di prove speciali tra mare e monti su strade che hanno fatto la storia del motorismo nazionale per proseguire nello stilare il nostra personale elenco di mete turistiche: 1° premio a luoghi privi di tanti orpelli e che vincono la classifica dell’essere più che quella dell’avere.

Il comunicato è di questi giorni e vola sulle e-mail di mezzo mondo, dove, tra differenze di colore della pelle, di cultura, di lingua e soprattutto di PIL, una cosa appassiona tutti quanti: le classifiche. Poi la differenza sta in quali tipologie di classifiche, ma il mettere in lista ciò che è altro da noi porta in dote quell’ordine che tranquillizza la mente umana a ogni latitudine.
Ecco quindi la classifica del popolo di TripAdvisor, il consigliere in tema di vacanze super cliccato su web, che mette in fila le mete votate come più appassionanti del 2010.
A tema: mete di cultura, mete sole e mare, poi quelle di avventura, di movida notturna, ecc ecc. Motivi d’orgoglio per noi della penisola non mancano e strappiamo sempre belle posizioni, ma prima che il discorso ci porti troppo lontano, fateci urlare forte… ma che noia! Bel gioco, sì carino, ma che noia: tutti luoghi (belli) che risultano stranoti a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con un po’ di mondo o anche solo con le pagine di qualche quotidiano o settimanale… Ci sarebbe piaciuto scorrere le varie mete e scoprire qualche luogo davvero nascosto e privo nei suoi slogan di lancio di frasi roboanti, e magari, forzando il senso della filosofica dicotomia tra “avere o essere”, capace di sbilanciarsi più nella pregnanza della propria essenza che nella offerta turistica full comfort e super tourists care.
Certo che, dobbiamo ammetterlo, se ci si muove sul meccanismo delle votazioni di gradimento è difficile che Roma, Firenze, Parigi o Londra risultino in classifica alle spalle della Colla di Langan o della Colla d’Oggia.
Langan? Oggia??? Mai sentiti eh??
Prima di tutto collochiamoli sulla mappa, siamo nell’entroterra ligure di Sanremo, ok?
Nomi noti quasi solo al pubblico di appassionati del Rally Internazionale di Sanremo o della sua edizione per auto storiche Rally Storico di Sanremo, per l’esserne da sempre due asfalti per Prove Speciali.
E a noi piacciono per la propria intima identità fatta di rocce, boschi, alberi e borghi semplici e arroccati. Se invece l’asfalto e la natura non vi bastano, ma fremete per motori rombanti allora si naviga su www.sanremo.aci.it e su www.sanremorally.it per date e programmi dei vari rally.
L’entroterra ligure è capace di sorprese come questa, là dove la super antropizzazione della costa si dirada e lascia spazi ampi alla convivenza tra uomo e natura.
Per non fare proprio gli orsi, però partiamo dal mondo viace della costa, partiamo da Ospedaletti, dove tutto prende il via tra tipici fiori e profumo di mare, seguendo il percorso dello storico circuito cittadino: i marciapiedi verniciati come cordoli divertono. Per trovare il tracciato si va su www.circuitospedaletti.it; se vi piace l’idea ricordate che a settembre si svolge la rievocazione storica con tanti partecipanti in sella a bei pezzi storici che hanno fatto la storia del motociclismo.Biker E poi via di marce corte per gettarsi sulle stradine ripide che per Coldirodi e San Romolo approcciano quella che fu la più bella PS del Rally, la Ronde di Monte Bignone che in parte non ci facciamo mancare neppure noi. Intanto si fanno avanti sul tracciato un bel po’ di architetture urbane medievali che danno vita a agglomerati fantastici, dalle case così accoste una all’altra, da richiudere le viuzze in cunicoli e veri e propri labirinti. Pensiamo a Perinaldo, Apricale, Baiardo, Castel Vittorio, Pigna, dove qua e là qualche diruto antico rudere ricorda un potentissimo terremoto nel 1887 e regala quel che di misterioso che non guasta. E poi? E poi niente, ora è il turno di natura e asfalto, in un crescendo di piacevolezza di guida che esalta il motociclista mentre si scavalca la traccia di asfalto che per la Colla di Langan scende su Mulini di Triora. E poi ancora marce corte e natura, per arrampicare con la dorsale appenninica là di fronte su per Colle d’Oggia; i pini marittimi fanno ancora da cornice, il profumo è quello della macchia mediterranea, ma la vista è montana e a tratti anche aspra. In cima attende San Bernardo di Conio, raggiunto anche dalla più avventurosa strada del Passo di Teglia, ora formalmente chiuso per qualche smottamento.
Il fine tappa è Cesio, borgo antico raccolto su uno sperone in posizione dominante, dove auto e moto d’epoca sono di casa tra rievocazioni e la seguita Coppa Cesio 90 e quindi noi non possiamo mancarlo per una passeggiata e una bella sosta conclusiva.
Questo percorso noi ce lo siamo fatti tutto d’un fiato, e ci siamo divertiti perché il disegno dell’asfalto merita davvero… poi ci siamo guardati alle spalle e ci siamo accorti che l’assenza di tante distrazioni, che ci ha permesso di godere dell’asfalto, è quel valore aggiunto che ci ha fatto fare dietro-front alla ricerca di sensazioni autentiche che qui stanno ogni dove, basta porgere un orecchio ben disposto.
Buon ascolto!

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